Desert glitters

Ciao a tutti,
oggi parliamo del mio ultimo viaggio. Sono partita a Dicembre, subito prima di Natale, per DUBAI! Mai visti alberi di Natale cosi’ grandi!

Andiamo con ordine: la scelta della meta e’ stata obbligata, mio marito era li’ per lavoro. Ho volato British da Bologna, con scalo a Londra viaggiando con una mia amica. All’andata abbiamo passato sei ore a Heathrow perche’ avevamo una coincidenza molto lunga. Per fortuna perche’ ci siamo perse… ci siamo distratte e invece che rimanere all’interno dell’aereoporto siamo uscite e abbiamo dovuto rifare il controllo passaporti, lo so siamo due piccoli geni ma non abbiamo seguito le indicazione giuste. Voi non sbagliate e seguite i cartelli viola con la scritta : flight connections.
Se siete di passaggio al Terminal 5 non dimenticatevi di mangiare al “Food Plane” di Gordon Ramsay, il suo hamburger con le patatine sono un miraggio dopo la “pseudo colazione” a pagamento servita sul volo British.

Dopo il pranzo abbiamo girovagato per i negozi del terminal innamorandoci delle
costosissime pochettes di Bottega Veneta, passando per il nuovo negozio di Hogwarts a tema “Harry Potter” e Hamleys (famoso negozio londinese di giocattoli).
Ho occupato il tempo dell’attesa per osservare le tipologie di viaggiatori in aereoporto e notare che anche qui ormai siamo tutti dipendenti dalle batterie… l’occupazione principale era cercare prese elettriche per ricaricare qualsiasi tipo di dispositivo elettronico.
Ho visto gente isterica perche’ non c’erano prese libere. Tutti quanti accalcati come mendicanti moderni attorno a questi totem della tecnologia.

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Finalmente ci imbarcarchiamo, decollando con un’ora di ritardo per via di un problema di bagagli in stiva… serpeggiava gia’ il “panico attentato” invece era solo una valigia senza proprietario a bordo. Per questo viaggio ho deciso di volare in Premium Economy, una classe a meta’ tra la economy e la businness disponibile su alcuni voli intercontinentali o long haul. Un centinaio di euro a tratta in piu’ ma fidatevi ben spesi.

A Dubai mi sono sempre spostata con Uber, tariffe sono piu’ o meno in linea con quelle dei taxi ma la possibilita’ di prenotare l’auto con l’app pagando con carta di credito e scegliere la tipologia del veicolo non ha prezzo. Devo precisare che a Dubai non tutti i taxi accettano la carta, prima di salire su un taxi assicuratevi che abbia attivo il pagamento elettronico.
Come al solito non mi soffermo troppo su quale hotel e’ meglio prenotare, sui costi o i servizi quelli sono tranquillamente consultabili sui siti internet e su altri blog piu’ specializzati del mio.

Noi abbiamo soggiornato al The Westin Dubai Mina Seyahi beach resort & marina – Five Stars (Gruppo Marriott e The Ritz – Carlton) situato nella Marina di Dubai. Qui la stanza era vista mare, con il panorama sulla Palm Jumeirah.
Questa e’ una particolarita’ di Dubai: Le Palm Islands (Isole delle Palme) sono tre isole artificiali a forma di palma che ospitano hotel, centri residenziali, locali, beach lounge…Il mare non e’ caraibico ma comunque azzurro e pulito, non me lo aspettavo.
La location e il servizio sono impeccabili, tutto da “Five Stars” come ti aspetti. Un accenno particolare va alla colazione: il buffet era pantagruelico, vi consiglio di provare tutta la frutta esotica. Io e la mia amica tutte le mattine mangiavamo frutta diversa: il  frutto del dragone,i litchis o il mangostano che da noi non hanno ne lo stesso sapore ne lo stesso colore. C’era dolce, salato, carne cotta al momento, qualsiasi tipo di acqua aromatizzata, centrifugati, frullati, salumi, cupcake torte e persino i brezel austriaci.

 

Nel rispetto della proprieta’ inglese della catena il tutto molto British….
Compresi gli orari. Il buffet chiudeva alle 11. Non alle 11 e 5 o alle 11 e 10.. ALLE 11… Una schiera di inservienti apparivano dal nulla e di assicuravano che alla giusta ora non ci fosse PIU’ NULLA. Quindi… Siate British !!! Puntuali !!! Donna avvisata….
Al centro della hall “svettava” un albero di Natale, alto senza esagerare, 2 piani. Una cosa che non mi aspettavo e’ il rispetto dello spirito natalizio. Ovviamente finto ma presente ovunque.


Dalla spaggia dell’hotel si possono ammirare i grattaceli della Dubai Marina che sovrastano i resort sul “lungomare”.

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Gli inservienti passano con le salviettine non bagnate ma “asciutte e gelide” per le mani e il corpo per evitare colpi di sole, tutto in tinta “lilla”, colore forse un po’ improbabile ma “again very british”, dello stesso colore degli asciugamani e dei cuscini dei lettini.
Per tutte le inguaribili bimbeminkia giovani e meno giovani, c’e’ una bellissima amaka nell’acqua adatta a splendide foto da postare immediatamente su instagram per fare invidia a tutte le ex del vostro moroso. La scelta in spiaggia e’ vasta tra lettini matrimoniali, lettini a baldacchino con la tenda per la privacy o i classici lettini da mare.In spiaggia si puo’ ordinare una vasta gamma di piatti che vengono serviti direttamente sotto all’ombrellone con cocktail giganti e coloratissimi.
Il beach bar piu’ carino e caratterisco e’ sicuramente quello in stile arabo, con ombrelloni e cuscini giganti azzurri …  al tramonto davvero incantevole, una chicca.

 


Non ho mai cenato nei numerosi ristoranti del Westin, ho assaggiato un aperitivo senza infamia e senza lode in uno dei lounge bar che data l’ora tarda non era molto frequentato.

Dimenticatevi tutto quello che potreste pensare: non sono assolutamente orientali, anzi l’ho trovata molto occidentale. Ovviamente se ci si sposta dal centro moderno la situazione puo’ cambiare ma dove ci sono “i dobloni” (o dove vogliono “splillarveli” 🙂 ) non ho trovato problemi di sorta. Occidentali ed Orientali assieme con usi e costumi diversi.
E’ impressionante la quantita’ di Mall e di luxury shop presenti nella City e di quello che all’interno potreste trovare. Un acquario enorme in cui fare immersioni insieme a squali e pesce martello ! Girato l’angolo salire su una seggiovia e sciare,  procurarsi un bob e scendere sulla pista concludendo con un pranzo in baita.

 


La mia impressione e’ che ci sia una tale quantita’ di denaro in circolo che il limite venga dettato solo dalla fantasia. Una su tutte come tramandato dai locali, pare che durante la costruzione del grattacielo piu’ alto del mondo a meta’ l’azienda sia rimasta senza soldi.
L’Emiro indispettito dal fatto che nella sua citta’ potesse rimanere una cattedrale nel deserto si e’ accollato i costi per terminare l’opera (si parla di miliardi) chiedendo solo di potere aggiungere il suo nome.
Nei mall ci sono anche moltissimi locali, noi abbiamo pranzato in stile francese da Paul con vista sulla piscina e sul famosissimo BurjKalifa (il grattacielo piu’ alto del mondo  ovviamente finito) oppure all’Armani caffe’.

L’esagerata quantita’ di addobbi natalizi che non trovereste nemmeno nella bottega di Babbo Natale strideva un po’, soprattutto pensando alla loro cultura e religione.

A circa un’ora d’auto dalla Marina, situati all’interno della Dubai Vecchia nel quartiere di Dubai Creek a fianco dell’immancabile fiume/canale, abbiamo visitato i souk delle spezie, dei tessuti e dell’oro. Una sinfonia unica di suoni, colori e odori, a tratti lievi a tratti pungenti. Avvolgenti, delicati o aggressivi. Una atmosfera davvero unica e particolare condita dalla miriade di minuscoli vicoletti che danno sempre l’impressione di volerti inghiottire.


I mercati sono caratteristici  per mille motivi tra cui la pulizia, la nostra Piazzola a Bologna e’ sicuramente tenuta peggio e piu’ sporca.

Se serve a vendere tutti i mercanti del luogo conoscono qualunque lingua, compreso italiano e relativi dialetti: napoletano, siciliano, veneto, milanese…
Sentire un arabo cantare O Sole Mio e’ proprio strano, forse ci sono troppi turisti italiani o forse l’inventiva dei venditori locali va oltre ogni immaginazione.
Usciti dal souk mi sono imbattuta nei caratteristici barconi merci “Abra” che fanno la spola da una sponda all’altra del Dubai Creek.

Obbligatoria la gita con cena nel deserto.
Abbiamo noleggiato una Jeep con conducente per surf sulle dune (interessante disciplina locale) e cena tipica davanti a un bel fuoco. Se soffrite il mal d’auto avvisate l’autista, il nostro era un pazzo furioso. Ha fatto tutto il tragitto nel deserto a tutta velocita’, driftando sulle dune come alla Parigi Dakar
Mi raccomando scegliete la versione privata, costa un pochino di piu’ ma almeno non vi sembrera’ di essere in gita con l’oratorio. Il surf sulle dune puo’ sembrare facile ma vi assicuro che e’ difficoltoso stare in equilibrio su una tavola di legno scendendo da una duna …sono caduta un paio di volte e avevo sabbia “ovunque” e quando dico ovunque intendo anche nelle mutande.
Il deserto al tramonto e’ qualcosa di magico.


Dopo il surf ci hanno fatto accomodare in una tipica tenda araba dove abbiamo atteso la cena, cucinata da un cuoco su un barbeque di dimensioni esigue con pochissimi strumenti e una cucina adibita dentro al baule di una Jeep. Il menu’ prevedeva carne, riso, pane arabo, tantissima verdura, frutta e dolce.
Non provate a chiedere alcool perche’ ne sono sprovvisti, solo acqua e coca cola. La cena e’ stata migliore che in altri locali, forse per via della location o forse per l’atmosfera: il fuoco, le stelle e le candele…. Ho visto anche una stella cadente!!!!

Un paragrafo a parte lo dedico alla vita serale e notturna.
A partire dagli happy hour sulla spiaggia, passando alle cene sui grattacieli iper finire im bellezza con i beach party serali.
il Barasti Beach o il Nasimi Beach sono i locali piu’ cool e noti, oltre ad organizzare le feste migliori. Non ho trovato DJ famosi alle console ma comunque ottima musica House. Le donne spesso hanno le consumazioni al 50% o ingressi agevolati. Il Barasti e’ frequentatissimo dai locali, mentre il Nasimi e’ piu’ per turisti. Se siete preoccupate dell’abbigliamento state tranquille, dress code come qualsiasi discoteca Europea !!! Il Barasti e’ una vera e propria discoteca sulla spiaggia con una vista mozzafiato sui grattacieli e sulla ruota panoramica in lontananza.


Il Buddha-Bar e’ perfetto sia per una cena sia per un cocktail. Noi abbiamo cenato ai piedi di questo Buddha dorato enorme, locale molto orientale e affascinante, cibo comunque ottimo ma non eccelso. Il menu’ e’ prettamente asiatico, raffinato ed elegante.


Il Siddharta Lounge by Buddha-Bar, classico roof-garden con affaccio sui grattacieli e sul canale, regala una vista suggestiva. Di sicura atmosfera, tavolini posizionati sui gradoni a bordo piscina e al centro del locale. Il resto lo fanno la musica in sottofondo, i cocktail e le persone tutte in tiro.


La cena all’ At.Mosphere, il ristorante al 122 piano del BurjKhalifa ne fa il locale piu’ alto del mondo. Se questa e’ una delle vostre mete state attentissimi al dress code perche’ sono molto rigorosi quindi informatevi bene prima di prenotare. Obbligatorio, senza non vi fanno nemmeno avvicinare all’ingresso.
Alla base del grattacielo e’ presente l’Hotel Giorgio Armani e vi consiglio un buon Martini Dry nella Lounge con vista sulle fontane. Copia abbastanza spudorata di quelle del Bellagio a Las Vegas, se siete stati sapete cosa intendo. Nel locale ci aspettava una torre di maccaron colorati di rosso bianco e verde….con dei vasetti di vetro pieni di questi dolcetti francesi, particolarissima sorpresa.

L’ascensore che vi porta al 122 piano fa gli 80 km/h, sembra di stare in aereo. L’atmosfera del ristorante e’ dovuta alla vista dall’alto della citta’ e del deserto, un po’ a sorpresa la cena non e’ stata all’altezza delle aspettative e della location.

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La vera Dubai dove potete vederla????
Ovviamente alla “Vela” o Burj Al Arab Jumeirah, simbolo dell’opulenza, del lusso e della ricchezza piu’ sfrenati. Vi do solo questa informazione: nel bagno del GOLD27, il locale sull’attico, il sapone e la crema da mani sono di Hermes. Costo in Italia 200 euro a confezione.
Anche in questo caso l’ingresso e’ permesso solo a chi ha una stanza o una prenotazione nei locali. L’autista ci lascia all’ingresso esterno con una fontana al centro illuminata a giorno, la hall si presentava con due alberi di natale ai piedi delle scalemobili e renne a dimensione reali  sulla fontana che costeggia la salita agli ascensori.


Gli ascensori dorati ci hanno portati al GOLD27, nel rispetto del nome tema oro ovunque e atmosfera unica. Molto “ben” frequentato, modelle e modelli a ogni tavolo, ragazzi giovani e da ogni parte del mondo. Il locale e’ spettacolare: parete a vetri con vista su tutta la citta’ e sul mare.


Questa e’ la Dubai che mi aspettavo e sicuramente la sua immagine. Si capisce che qui i soldi ci sono davvero.

Se vi piacciono l’ostentazione, le belle donne, i modelli, le auto costose e veloci, la spiaggia e il mare quanto basta, questa potrebbe essere la ricetta giusta per la vostra prossima vacanza.

#michylifestyle

9 risposte a "Desert glitters"

  1. Mi piace molto come scrivi, sei coinvolgente sembra di leggere un libro… non ci sono mai stata a Dubai con te posso dire di aver conosciuto un po’ di lei 🙂

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  2. Io sono anni che non viaggio; purtroppo gli anni universitari mi hanno costretta tra Pisa e Rimini. Questo post mi ha fatto venire voglia di mettere il naso fuori dall’Italia, dopo tanti anni

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  3. Purtroppo non ho l’occasione di viaggiare spesso, a causa dell’università e dei soldi che mancano sempre, questo post mi ha fatto venire voglia di scappare via per vedere posti meravigliosi!

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