Giulia, l’influencer con le nostre passioni

Ciao a tutte, eccomi tornata!!!

Ho iniziato qualche tempo fa a fare qualche piccola intervista per blog e pagine instagram. Armata di penna e block-notes cerco su internet i personaggi da tartassare con le mie domandine. Oggì è il turno di Giulia che ha colto con entusiasmo la mia idea e sono molto felice di proporvela.

Partiamo con una sua piccola presentazione

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Giulia

Ciao ragazzi, mi chiamo Giulia e ho 22 anni. Vengo da Modena e studio Economia e Marketing Internazionale, sempre a Modena. Circa un anno e mezzo fa insieme al mio fidanzato ho deciso di intraprendere l’esperienza di blogger aprendo il nostro blog: “Viaggio In Una Coppia”. Da circa nove mesi abbiamo il canale YouTube – Viaggio In Una Coppia – dove raccontiamo i nostri viaggi, mentre io mi occupo delle mie grandi passioni: makeup, fashion e lifestyle.

 

Ecco a voi le risposte di Giulia alle mie 10 domandine.

Quale strumento prediligi per comunicare il blog o YouTube?

Preferisco Youtube per un motivo preciso: mi permette di avere più interazioni, più commenti e più vicinanza alle mie fan rispetto al blog.  Su YouTube la persona è presente sia  fisicamente sia con la sua voce e questo aiuta molto il rapporto con chi mi segue.

Cosa cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa strada?

E’ importante mettersi in gioco per raccontare le proprie passioni e mettere l’anima e tanto tanto IMPEGNO in questo “lavoro”. Il consiglio migliore che posso darvi? NON scendete troppo a compromessi. Attenetevi alle vostre passioni, anche se a volte si tratta di rifiutare buone opportunità.

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Budget iniziale

Non c’è una risposta ben precisa a questa domanda perché dipende da diversi fattori. Prima di tutto il budget è diverso se si parla di blog o di canale YouTube, nel mio caso il blog non è costato un euro mentre per il canale YouTube ho deciso, per non rinunciare alla qualità dei miei video, di comprare una videocamera compatta e delle luci fotografiche. Ovviamente se si vuole creare contenuti di qualità è necessario un budget iniziale per la componente tecnologica. Per quanto riguarda il blog non serve altro che un computer con connessione internet per scrivere gli articoli. Mentre per YouTube è importante creare una luce omogenea nei video. Nel mio caso gli strumenti indispensabili sono un treppiede su cui appoggiare la videocamera e un set di light box per riuscire a fare video luminosi anche in condizioni di luce naturale pessima. E ovviamente, uno strumento indispensabile è una videocamera per registrare i video.

 LE COLLABORAZIONI. Consigli di aspettareche ci contattino le aziende o consigli di proporci?

 

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Giulia a Parigi

Consiglio assolutamente, almeno all’inizio, di contattare le aziende e proporsi. Fino al momento in cui non si hanno grandi numeri difficilmente si ricevono email di proposte. Una volta che si ha un seguito consolidato,  arriveranno delle proposte direttamente dai brand! È importante capire quali aziende contattare, iniziare con aziende piccole e che hanno bisogno di farsi conoscere prima di rivolgersi ad aziende più famose che richiedono grandi numeri e grande seguito. Nel mio caso per riuscire ad avere un buon seguito ci è voluto circa un annetto.

 

Nei tuoi video consigli app come Octoly e Buzzoole , consigli qualcosa in particolare sull’utilizzo di queste applicazioni?

Più che qualche consiglio vi illustro come funzionano più nel dettaglio. Per Octoly servono dei requisiti per iscriversi dopo di che si richiedono i prodotti a cui si è interessati e si attende un riscontro del brand. Octoly richiede alte interazioni e alto engagement, oltre alla pubblicazione di 5 foto a settimana e 10.000 followers. Non ci sono grandi consigli che mi sento di darvi per essere contattate su Octoly se non postare costantemente contenuti di qualità. Buzzoole invece ha un funzionamento molto semplice, una volta iscritti bisogna attendere gli inviti alle campagne (che arrivano direttamente via email). Si andrà poi ad accettare o rifiutare in base al tipo di campagna proposta. In cambio delle campagne Buzzoole “paga” attraverso Gift Card Amazon.

La tua prima collaborazione retribuita con chi l’hai fatta?

Con un brand di gioielli Made in Italy  – Comete Gioielli . La proposta di pagamento è arrivata direttamente da loro. Da quel momento ho iniziato a chiedere compenso più spesso. Qualcuno accetta, qualcuno rifiuta.

Per le foto usi il cellulare o una macchina fotografica? E che app utilizzi ultimamente per editarle al meglio.

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Per le foto uso una reflex (Nikon d5500, con obiettivo 35mm, f1.8) e una compatta, che uso anche per i video (Sony RX100 M4). Capita a volte di scattare anche con il cellulare (iPhone 8plus) ma solamente in occasioni particolari in cui ho in mente uno scatto e non ho con me una fotocamera. Credo sia fondamentale investire in macchine fotografiche perché per i brand è importante ricevere contenuti di qualità. Per editare le foto utilizzo principalmente VSCOcam che permette di applicare un filtro da me creato a diverse foto contemporaneamente, utilizzo anche Lightroom per cellulare per aggiustare le luci. Per rimuovere elementi di disturbo è utilissima PhotoRetouch.

C’è una influencer in particolare a cui ti ispiri?

Nessuna in particolare ma seguo diversi profili giornalmente. Per quanto riguarda le blogger: Monelle Chiti, instagram e blog. Per Instagram seguo molto: Marta Assi, una ragazza di Milano che ha anche un canale YouTube.

I gruppi di supporto secondo te posso essere utili?

I gruppi di supporto sono FONDAMENTALI, soprattutto quando si hanno numeri piccoli e si è agli inizi. In particolare sono importanti gli scambi di like e commenti quotidiani che vanno a creare relazioni, che spesso si estendono anche al di fuori dei social.

Note di Giulia: Per qualsiasi domanda o qualsiasi curiosità che mi riguarda, potete contattarmi in Direct su Instagram e sarò felice di rispondere a tutte le vostre richieste.

I SUOI SOCIAL:

Instagram: https://www.instagram.com/giuliapulcini95/

Blog: https://discoveringtechnoita.wordpress.com

Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC21qdrkHhR4RO3bRJwNEqLw?

Vi aspetto per il prossimi articoli!

#michylifestyle

 

 

Desert glitters

Ciao a tutti,
oggi parliamo del mio ultimo viaggio. Sono partita a Dicembre, subito prima di Natale, per DUBAI! Mai visti alberi di Natale cosi’ grandi!

Andiamo con ordine: la scelta della meta e’ stata obbligata, mio marito era li’ per lavoro. Ho volato British da Bologna, con scalo a Londra viaggiando con una mia amica. All’andata abbiamo passato sei ore a Heathrow perche’ avevamo una coincidenza molto lunga. Per fortuna perche’ ci siamo perse… ci siamo distratte e invece che rimanere all’interno dell’aereoporto siamo uscite e abbiamo dovuto rifare il controllo passaporti, lo so siamo due piccoli geni ma non abbiamo seguito le indicazione giuste. Voi non sbagliate e seguite i cartelli viola con la scritta : flight connections.
Se siete di passaggio al Terminal 5 non dimenticatevi di mangiare al “Food Plane” di Gordon Ramsay, il suo hamburger con le patatine sono un miraggio dopo la “pseudo colazione” a pagamento servita sul volo British.

Dopo il pranzo abbiamo girovagato per i negozi del terminal innamorandoci delle
costosissime pochettes di Bottega Veneta, passando per il nuovo negozio di Hogwarts a tema “Harry Potter” e Hamleys (famoso negozio londinese di giocattoli).
Ho occupato il tempo dell’attesa per osservare le tipologie di viaggiatori in aereoporto e notare che anche qui ormai siamo tutti dipendenti dalle batterie… l’occupazione principale era cercare prese elettriche per ricaricare qualsiasi tipo di dispositivo elettronico.
Ho visto gente isterica perche’ non c’erano prese libere. Tutti quanti accalcati come mendicanti moderni attorno a questi totem della tecnologia.

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Finalmente ci imbarcarchiamo, decollando con un’ora di ritardo per via di un problema di bagagli in stiva… serpeggiava gia’ il “panico attentato” invece era solo una valigia senza proprietario a bordo. Per questo viaggio ho deciso di volare in Premium Economy, una classe a meta’ tra la economy e la businness disponibile su alcuni voli intercontinentali o long haul. Un centinaio di euro a tratta in piu’ ma fidatevi ben spesi.

A Dubai mi sono sempre spostata con Uber, tariffe sono piu’ o meno in linea con quelle dei taxi ma la possibilita’ di prenotare l’auto con l’app pagando con carta di credito e scegliere la tipologia del veicolo non ha prezzo. Devo precisare che a Dubai non tutti i taxi accettano la carta, prima di salire su un taxi assicuratevi che abbia attivo il pagamento elettronico.
Come al solito non mi soffermo troppo su quale hotel e’ meglio prenotare, sui costi o i servizi quelli sono tranquillamente consultabili sui siti internet e su altri blog piu’ specializzati del mio.

Noi abbiamo soggiornato al The Westin Dubai Mina Seyahi beach resort & marina – Five Stars (Gruppo Marriott e The Ritz – Carlton) situato nella Marina di Dubai. Qui la stanza era vista mare, con il panorama sulla Palm Jumeirah.
Questa e’ una particolarita’ di Dubai: Le Palm Islands (Isole delle Palme) sono tre isole artificiali a forma di palma che ospitano hotel, centri residenziali, locali, beach lounge…Il mare non e’ caraibico ma comunque azzurro e pulito, non me lo aspettavo.
La location e il servizio sono impeccabili, tutto da “Five Stars” come ti aspetti. Un accenno particolare va alla colazione: il buffet era pantagruelico, vi consiglio di provare tutta la frutta esotica. Io e la mia amica tutte le mattine mangiavamo frutta diversa: il  frutto del dragone,i litchis o il mangostano che da noi non hanno ne lo stesso sapore ne lo stesso colore. C’era dolce, salato, carne cotta al momento, qualsiasi tipo di acqua aromatizzata, centrifugati, frullati, salumi, cupcake torte e persino i brezel austriaci.

 

Nel rispetto della proprieta’ inglese della catena il tutto molto British….
Compresi gli orari. Il buffet chiudeva alle 11. Non alle 11 e 5 o alle 11 e 10.. ALLE 11… Una schiera di inservienti apparivano dal nulla e di assicuravano che alla giusta ora non ci fosse PIU’ NULLA. Quindi… Siate British !!! Puntuali !!! Donna avvisata….
Al centro della hall “svettava” un albero di Natale, alto senza esagerare, 2 piani. Una cosa che non mi aspettavo e’ il rispetto dello spirito natalizio. Ovviamente finto ma presente ovunque.


Dalla spaggia dell’hotel si possono ammirare i grattaceli della Dubai Marina che sovrastano i resort sul “lungomare”.

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Gli inservienti passano con le salviettine non bagnate ma “asciutte e gelide” per le mani e il corpo per evitare colpi di sole, tutto in tinta “lilla”, colore forse un po’ improbabile ma “again very british”, dello stesso colore degli asciugamani e dei cuscini dei lettini.
Per tutte le inguaribili bimbeminkia giovani e meno giovani, c’e’ una bellissima amaka nell’acqua adatta a splendide foto da postare immediatamente su instagram per fare invidia a tutte le ex del vostro moroso. La scelta in spiaggia e’ vasta tra lettini matrimoniali, lettini a baldacchino con la tenda per la privacy o i classici lettini da mare.In spiaggia si puo’ ordinare una vasta gamma di piatti che vengono serviti direttamente sotto all’ombrellone con cocktail giganti e coloratissimi.
Il beach bar piu’ carino e caratterisco e’ sicuramente quello in stile arabo, con ombrelloni e cuscini giganti azzurri …  al tramonto davvero incantevole, una chicca.

 


Non ho mai cenato nei numerosi ristoranti del Westin, ho assaggiato un aperitivo senza infamia e senza lode in uno dei lounge bar che data l’ora tarda non era molto frequentato.

Dimenticatevi tutto quello che potreste pensare: non sono assolutamente orientali, anzi l’ho trovata molto occidentale. Ovviamente se ci si sposta dal centro moderno la situazione puo’ cambiare ma dove ci sono “i dobloni” (o dove vogliono “splillarveli” 🙂 ) non ho trovato problemi di sorta. Occidentali ed Orientali assieme con usi e costumi diversi.
E’ impressionante la quantita’ di Mall e di luxury shop presenti nella City e di quello che all’interno potreste trovare. Un acquario enorme in cui fare immersioni insieme a squali e pesce martello ! Girato l’angolo salire su una seggiovia e sciare,  procurarsi un bob e scendere sulla pista concludendo con un pranzo in baita.

 


La mia impressione e’ che ci sia una tale quantita’ di denaro in circolo che il limite venga dettato solo dalla fantasia. Una su tutte come tramandato dai locali, pare che durante la costruzione del grattacielo piu’ alto del mondo a meta’ l’azienda sia rimasta senza soldi.
L’Emiro indispettito dal fatto che nella sua citta’ potesse rimanere una cattedrale nel deserto si e’ accollato i costi per terminare l’opera (si parla di miliardi) chiedendo solo di potere aggiungere il suo nome.
Nei mall ci sono anche moltissimi locali, noi abbiamo pranzato in stile francese da Paul con vista sulla piscina e sul famosissimo BurjKalifa (il grattacielo piu’ alto del mondo  ovviamente finito) oppure all’Armani caffe’.

L’esagerata quantita’ di addobbi natalizi che non trovereste nemmeno nella bottega di Babbo Natale strideva un po’, soprattutto pensando alla loro cultura e religione.

A circa un’ora d’auto dalla Marina, situati all’interno della Dubai Vecchia nel quartiere di Dubai Creek a fianco dell’immancabile fiume/canale, abbiamo visitato i souk delle spezie, dei tessuti e dell’oro. Una sinfonia unica di suoni, colori e odori, a tratti lievi a tratti pungenti. Avvolgenti, delicati o aggressivi. Una atmosfera davvero unica e particolare condita dalla miriade di minuscoli vicoletti che danno sempre l’impressione di volerti inghiottire.


I mercati sono caratteristici  per mille motivi tra cui la pulizia, la nostra Piazzola a Bologna e’ sicuramente tenuta peggio e piu’ sporca.

Se serve a vendere tutti i mercanti del luogo conoscono qualunque lingua, compreso italiano e relativi dialetti: napoletano, siciliano, veneto, milanese…
Sentire un arabo cantare O Sole Mio e’ proprio strano, forse ci sono troppi turisti italiani o forse l’inventiva dei venditori locali va oltre ogni immaginazione.
Usciti dal souk mi sono imbattuta nei caratteristici barconi merci “Abra” che fanno la spola da una sponda all’altra del Dubai Creek.

Obbligatoria la gita con cena nel deserto.
Abbiamo noleggiato una Jeep con conducente per surf sulle dune (interessante disciplina locale) e cena tipica davanti a un bel fuoco. Se soffrite il mal d’auto avvisate l’autista, il nostro era un pazzo furioso. Ha fatto tutto il tragitto nel deserto a tutta velocita’, driftando sulle dune come alla Parigi Dakar
Mi raccomando scegliete la versione privata, costa un pochino di piu’ ma almeno non vi sembrera’ di essere in gita con l’oratorio. Il surf sulle dune puo’ sembrare facile ma vi assicuro che e’ difficoltoso stare in equilibrio su una tavola di legno scendendo da una duna …sono caduta un paio di volte e avevo sabbia “ovunque” e quando dico ovunque intendo anche nelle mutande.
Il deserto al tramonto e’ qualcosa di magico.


Dopo il surf ci hanno fatto accomodare in una tipica tenda araba dove abbiamo atteso la cena, cucinata da un cuoco su un barbeque di dimensioni esigue con pochissimi strumenti e una cucina adibita dentro al baule di una Jeep. Il menu’ prevedeva carne, riso, pane arabo, tantissima verdura, frutta e dolce.
Non provate a chiedere alcool perche’ ne sono sprovvisti, solo acqua e coca cola. La cena e’ stata migliore che in altri locali, forse per via della location o forse per l’atmosfera: il fuoco, le stelle e le candele…. Ho visto anche una stella cadente!!!!

Un paragrafo a parte lo dedico alla vita serale e notturna.
A partire dagli happy hour sulla spiaggia, passando alle cene sui grattacieli iper finire im bellezza con i beach party serali.
il Barasti Beach o il Nasimi Beach sono i locali piu’ cool e noti, oltre ad organizzare le feste migliori. Non ho trovato DJ famosi alle console ma comunque ottima musica House. Le donne spesso hanno le consumazioni al 50% o ingressi agevolati. Il Barasti e’ frequentatissimo dai locali, mentre il Nasimi e’ piu’ per turisti. Se siete preoccupate dell’abbigliamento state tranquille, dress code come qualsiasi discoteca Europea !!! Il Barasti e’ una vera e propria discoteca sulla spiaggia con una vista mozzafiato sui grattacieli e sulla ruota panoramica in lontananza.


Il Buddha-Bar e’ perfetto sia per una cena sia per un cocktail. Noi abbiamo cenato ai piedi di questo Buddha dorato enorme, locale molto orientale e affascinante, cibo comunque ottimo ma non eccelso. Il menu’ e’ prettamente asiatico, raffinato ed elegante.


Il Siddharta Lounge by Buddha-Bar, classico roof-garden con affaccio sui grattacieli e sul canale, regala una vista suggestiva. Di sicura atmosfera, tavolini posizionati sui gradoni a bordo piscina e al centro del locale. Il resto lo fanno la musica in sottofondo, i cocktail e le persone tutte in tiro.


La cena all’ At.Mosphere, il ristorante al 122 piano del BurjKhalifa ne fa il locale piu’ alto del mondo. Se questa e’ una delle vostre mete state attentissimi al dress code perche’ sono molto rigorosi quindi informatevi bene prima di prenotare. Obbligatorio, senza non vi fanno nemmeno avvicinare all’ingresso.
Alla base del grattacielo e’ presente l’Hotel Giorgio Armani e vi consiglio un buon Martini Dry nella Lounge con vista sulle fontane. Copia abbastanza spudorata di quelle del Bellagio a Las Vegas, se siete stati sapete cosa intendo. Nel locale ci aspettava una torre di maccaron colorati di rosso bianco e verde….con dei vasetti di vetro pieni di questi dolcetti francesi, particolarissima sorpresa.

L’ascensore che vi porta al 122 piano fa gli 80 km/h, sembra di stare in aereo. L’atmosfera del ristorante e’ dovuta alla vista dall’alto della citta’ e del deserto, un po’ a sorpresa la cena non e’ stata all’altezza delle aspettative e della location.

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La vera Dubai dove potete vederla????
Ovviamente alla “Vela” o Burj Al Arab Jumeirah, simbolo dell’opulenza, del lusso e della ricchezza piu’ sfrenati. Vi do solo questa informazione: nel bagno del GOLD27, il locale sull’attico, il sapone e la crema da mani sono di Hermes. Costo in Italia 200 euro a confezione.
Anche in questo caso l’ingresso e’ permesso solo a chi ha una stanza o una prenotazione nei locali. L’autista ci lascia all’ingresso esterno con una fontana al centro illuminata a giorno, la hall si presentava con due alberi di natale ai piedi delle scalemobili e renne a dimensione reali  sulla fontana che costeggia la salita agli ascensori.


Gli ascensori dorati ci hanno portati al GOLD27, nel rispetto del nome tema oro ovunque e atmosfera unica. Molto “ben” frequentato, modelle e modelli a ogni tavolo, ragazzi giovani e da ogni parte del mondo. Il locale e’ spettacolare: parete a vetri con vista su tutta la citta’ e sul mare.


Questa e’ la Dubai che mi aspettavo e sicuramente la sua immagine. Si capisce che qui i soldi ci sono davvero.

Se vi piacciono l’ostentazione, le belle donne, i modelli, le auto costose e veloci, la spiaggia e il mare quanto basta, questa potrebbe essere la ricetta giusta per la vostra prossima vacanza.

#michylifestyle

21 Buttons

Ciao a tutte le #fashioniste di Instagram e non.
Ho deciso di parlarvi di questa applicazione perche’ mi sono resa conto che molte di voi hanno l’account ma non lo utilizzano perche’ non ne comprendete a pieno la logica e il
funzionamento.
Non vi parlero’ di come questa applicazione ha rivoluzionato il modo di essere fashion influencer ma di come utilizzarla al meglio per sfruttare il suo enorme potenziale.
Potenziale sia dal punto di vista del guadagno sia dell’utilita’ che puo’ avere come social media.
La definizione che potrei dare a questa piattaforma e’:  un sito di e-commerce “travestito” da social network.

La cosa che dovete decidere quando create un profilo su 21 e’ che utilizzo ne volete fare,
le alternative sono almeno due: gestirlo come un social network, per caricare le foto dei vostri outfit oppure come un vero e proprio fashion blog. Parlando di guadagno:
nel primo caso sara’ minimo, almeno che voi non compriate centinaia di euro di abiti al giorno, il secondo caso e’ sicuramente quello piu’ remunerativo. Andiamo con calma, comincero’ rispondendo ad alcune domande che mi vengo sottoposte parlando di questa applicazione.

Cosa sono i Buttons?
Per poterlo capire occorre parlare del funzionamento dell’applicazione nello specifico.
21 e’ collegata ai siti di e-commerce dei migliori brand ma si possono in realta’ “taggare” anche altre marche in maniera molto semplice direttamente dal sito di e-commerce scelto. Il buttons non e’ nient’altro che un “tag” di quel capo. In una sola foto possono essere inseriti piu’ buttons, anche di brand differenti.  Da qui i “Buttoner” di 21

Come faccio a farmi conoscere ?
La nuova generazione di fashion blogger ha fatto di Instagram la piattaforma di riferimento. 21 molto “furbescamente” utilizza soprattutto questa piattaforma per i collegamenti. Per ogni outfit si possono creare le foto o i video da postare direttamente su Instagram (nelle Stories o nelle foto). Il video viene automaticamente salvato con: una musica, l’animazione dei buttons e in modo facile collegato al vostro Insta. Per farsi conoscere gli strumenti ci sono cosi’ come ci sono anche alcuni dubbi: non sempre chi ha molti follower su Insta riesce poi a replicare lo stesso succeso su 21. Io ho ipotizzato che il problema sia dato dal fatto che l’applicazione in Italia e’ conosciuta ma poco utilizzata.
Puntate su utenti esteri, soprattutto spagnoli, perche’ in altri paesi l’utenza maggiore.

Come guadagnare?
Semplice. Occorre specificare che non ha lo stesso meccanismo di Instagram. NON si guadagna con i follower ma con i “buttons”: piu’ outfit si pubblicano piu’ aumentano le probabilita’ di avere ricompense.

Il meccanismo delle ricompense come funziona?
Ogni volta che un utente acquista un capo da voi taggato ricevete una ricompensa, piu’ postate e meglio e’. E’ indifferente se vostri outfit o foto scaricate dai siti dei brand. Non siete obbligate a caricare foto esclusivamente di abbigliamento: makeup, arredamento, profumi. La cosa importante e collegare sempre tutto al sito di e-commerce originale.

Le ricompense possono essere riscattate dai 10 euro in su tramite PayPal.
5 euro a settimana sono un traguardo facilmente raggiungibile, naturalmente nulla e’ garantito  e piu’ le foto sono studiate per postare capi “appetibili” e meglio e’. Consiglio: mai farsi sfuggire le ultime collezioni o le collezioni in saldo dei migliori brand.

Stile e cosa postare?
Non esistono “stili” precisi almeno cosi’ sembra. Io ad esempio non sono ancora riuscita a capire se portino reali vantaggi. Quello che normalmente faccio e’ seguire un filo logico su 4 foto.
Il colore, il tema, il tipo di capo, il brand o altro. Molto dipende dagli articoli presenti sui vari siti e da cosa mi piace o mi piacerebbe acquistare.  E’ per questo che puo’ essere tranquillamente gestito come un  fashion blog.

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Varie funzionalita’
Se vi interessa creare un fashion blog, 21 ha una serie di strumenti interessanti. Legato al vostro profilo si possono creare dei “guardaroba” suddivisi per tipo. I miei sono: Wishlist, Winter, Inspiration.  All’interno possono essere presentati capi di vostra scelta o di altri buttoner.
E’ possibile salvare i capi di altri Buttoner in un vostro guardaroba in vista dei prossimi acquisti o dei prossimi post. La funzione “Abbina” la trovo molto utile soprattutto in periodo di saldi perche’, come suggerisce il nome stesso, fornisce la possibilita’ di abbinare i capi tra di loro e vedere gli altri buttoner a cosa gli hanno abbinati.

Questo credo che per ora sia tutto. Spero di essere stata chiara. Se la risposta e’ no o per qualsiasi curiosita’ scrivetemi e saro’ felice di rispondervi. Nel caso vogliate dare una occhiata di persona questo e’ il mio profilo di 21 Buttons: https://www.21buttons.com/ladymichy

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Prossimamente provero’ “DEPOP” e vi faro’ sapere come mi trovo. Per ora ho solo scaricato la app e creato il mio profilo.

Buon sabato a tutti.

#michylifestyle

 

 

 

 

Il mio VIAGGIO…la mia Parigi

 

Buon giornoooo popolo del #michylifestyle!
Due delle mie piu’ grandi passioni sono i viaggi e la fotografia e nell’agosto del 2014 ho decido di partire zaino in spalla per una settimana a Parigi per unirle.
Sono partita sola un po’ per via dello scopo del viaggio e un po’ per necessita’, avevo bisogno di passare un po’ di tempo con me stessa. L’idea iniziale del viaggio era quella di gironzolare per i vicoli della Ville Lumière con la mia Canon (dotazione standard EOS100D) in cerca di nuove ispirazioni per migliorare la mia tecnica fotografica.

Andiamo comunque per ordine: decido di prenotare all’inizio di luglio, in 2 ore avevo gia’ in tasca hotel, voli e biglietti vari … insomma ero presa dall’euforia! All’epoca avevo 32 anni e non ero mai andata in una citta’ Europea da sola, ragazze che leggete: e’ un’esperienza unica provatela perche’ ne rimarrete soddifatte. Occorre stare molto attente ma con piccoli semplici accorgimenti non avrete problemi.
Ho fatto altri viaggi da sola ma questo, forse perche’ era il primo, mi e’ rimasto nel cuore.

Non mi soffermero’ troppo su come ho scelto l’hotel e quale ho scelto, che clima ho trovato, dove ho mangiato… per quello ci sono tanti altri siti che ne parlano. Io voglio soffermarmi sull’esperienza di vita.
E’ vero che si potrebbe pensare che in realta’ non ho fatto nulla di speciale, andare a Parigi da sola a fare fotografie non e’ una cosa particolarmente strana ma tutto dipende da come la si vive. La liberta’ che ti puo’ dare viaggiare da sola (attenzione parlo di viaggiare e non di turismo) sono cose nettamente diverse. Molte persone possono dire di aver visitato luoghi ma poche sono quelle che viaggiano veramente.
L’esperienza di Parigi e’ stato il MIO viaggio, nella citta’ che ho sempre voluto visitare.

Non ho visitato musei, non sono una grande amante, ho fatto qualche tappa fissa classica: Tour Eiffel, il tetto della la Cathédrale de Notre-Dame con i suoi gargouilles, Montmartre, Basilique du Sacre’ Coeur e molte altre non molto conosciute come per esempio il quartiere del Canal Saint-Martin (quello del Favoloso Mondo di Amélie).

Paradossalmente i luoghi meno battuti sono stati anche quelli che mi sono piaciuti di piu’, il Quartiere latin per e’ un posto magico pieno di boites , di  ruellea affascinanti e eleganti.
La piazza del Louvre e’ uno spettacolo che non mi aspettavo, la fontana e la piramide insieme fanno un effetto grandioso ti danno proprio l’idea di essere in un luogo speciale e non e’ questione di romanticismo o di grandezza, fa capire
quante emozioni ti possono trasmettere acqua e vetro.

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Vetro e acqua

Partenza dalla camera ore 7, colazione da Starbucks scelta obbligata dato l’orario (tutti chiusi a quell’ora) se potete provate le Patisserie e poi via a piedi super attrezzata: ombrello, felpa, giacca, cappello, scarpe da ginnastica e ovviamente la Canon! Ho usato pochissimo la métro non e’ un buon modo di spostarsi se si vuole fare fotografia . In realta’ le cose fondamentali sono raggiungibili anche a piedi.
Il consiglio migliore che mi sento di darvi per questo tipo di esperienza e’ di non programmare troppo le tappe e le cose da fare, e’ controproducente e si rischia di vedere le cose come in tv dal divano di casa. Certi luoghi sono da vivere e non semplicemente da vedere perche’ se guardi e basta sei un semplice turista che avrebbe potuto semplicemente aprire Google Immagini.

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La ragazza
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Scorci del Quartiere Latino

La delusione piu’ grande? Sicuramente MontMartre, turistica oltre ogni limite e finta oltre l’inverosimile.
Il mio rimpianto piu’ grande? Non aver vissuto il centro citta’ la sera. Non mi spostavo quasi mai dall’hotel la sera, un po’ perche’ ero troppo stanca e un po’ per evitare problemi.
La sopresa piu’ grande? L’ultima sera Au Limonaire. Un locale pazzesco dietro al mio hotel, l’Hotel Bresil Opera! Ristorante tipico parigino con musica dal vivo. Entro nel locale, ovviamente sola, e l’oste mi dice che non hanno posto. Un signore sulla sessantina si alza dal tavolo e mi fa accomodare insieme a loro
Tavolata di 12 parigini DOC tutti dai 50 in su, uomini e donne, che mi hanno tenuto compagnia per tutta la serata.
Parlando con me, consigliandomi il cibo e parlando di uno spettacolo di strip-tease che gli uomini al tavolo avevano visto la sera prima. Ragazzi pazzesco dovevate esserci. Per non parlare della cantante: 80kg, parrucca rossa cotonata e un vestito azzurro enorme! Solo questa serata valeva il prezzo del biglietto dell’aereo.

Lasciate a casa le guide turistiche, le cartine, tripadvisor e booking, a Parigi non servono: BISOGNA VIVERLA.

W le esperienze di vita.
#michylifestyle

 

I tetti
I tetti
Vista dalla Senna
Vista dalla Senna

#michylifestyle

Finalmente e’ nato! Il mio blog!

E’ nato dal progetto del mio profilo Instagram, quando ho visto che poteva funzionare mi sono detta perche’ non provare a scrivere un blog? Ed eccomi qui!

Non ho nessuna pretesa ne nessuna aspettativa particolare, voglio solo raccontare la mia vita e rendervi partecipi del mio #lifestyle.

Viaggi, fotografia, fashion, beaty & fitness. Questi gli argomenti principali ma ci sara’ molto altro e spero che gli argomenti trattati vi possano interessare. Nella speranza di farvi entrare nel mio mondo il piu’ presto possibile auguro buona vita a tutti.

E seguite l’hashtag #michylifestyle.